b-dannunzio

Montaggio

Basi tecniche e linguaggio

Di tutti i docenti della Roma Film Academy sicuramente Bruno D’Annunzio è quello con la formazione più eclettica. Nonostante sia il primo degli insegnanti per anzianità di servizio alla scuola, la sua vera passione in origine non era il montaggio ma il documentario e quindi la regia. Tredici lungometraggi documentaristici all’attivo, molti dei quali premiati nei festival o dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutti girati in luoghi remoti del pianeta (solo uno in Italia, a Procida): “Girando per luoghi remoti non potevo certo portarmi dietro tutta una troupe, quindi facevo un po’ tutto io, ho lavorato anche parecchio come tecnico del suono sia di presa diretta che di montaggio (anche se mi sono reso conto subito di quanto sia un mondo a sé), cosa che mi ha fatto avvicinare alle attrezzature digitali”.

L’esperienza documentaristica unita al lavoro in uno studio di produzione (di cui aveva anche la direzione) hanno quindi dato la forma finale alla competenza eclettica e a tutto campo di Bruno D’Annunzio, che si riflette perfettamente nel modo in cui sono condotte le lezioni. Nel 1999 infatti la NUCT (all’epoca gestita da un’altra proprietà) lo convoca come docente dopo un’esperienza di consulenza molto positiva: “Avevo lavorato con loro, erano rimasti molto contenti della mia prestazione e mi chiesero di fare un corso sul montaggio digitale, da subito, dalla mattina dopo!”.

Con la pratica alla scuola e il contatto con i primi allievi poi l’insegnamento ha preso una parte sempre più importante nella vita professionale di D’Annunzio, fino ad arrivare ad essere una delle componenti fondamentali: “Trovandomi a dover rifiutare qualche lavoro per gli impegni didattici ho finito per uscire un po’ dal giro ma non me ne sono mai pentito, perché i ragazzi mi hanno dato grandissime soddisfazioni in questi anni ripagandomi alla grande”.

“Nel mio corso i ragazzi imparano a fare tutto, devono essere formati a 360° perché il montatore ha a che fare con tutte le figure del cinema e quindi deve saper rispondere a tutti, non solo montaggio ma anche scrittura, recitazione, direzione attraverso esercitazioni pratiche. Ad un certo punto del corso li divido a coppie e gli faccio realizzare dei piccoli progetti dove uno è regista e l’altro è montatore e poi si scambiano i ruoli, così imparano che il lavoro del montatore è fatto soprattutto di dialogo e mediazione con un regista.”