Lezione magistrale con Laura Morante

Fa sempre un certo effetto avere ospiti importanti come Laura Morante.

Fa effetto perchè ti rendi conto che questa donna elegantissima, dall’aria così naturale ma dalla classe innata, ha lavorato con gente del calibro di Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Gianni Amelio, Mario Monicelli, Pupi Avati, Nanni Moretti. E’ una delle migliori attrici italiane degli ultimi 30 anni e vederla parlare con quella passione, dei suoi esordi, della sua infanzia, a ragazzi che vorrebbero fare il suo stesso percorso, anche se alcuni in ambiti differenti, ti fa capire quanto amore certi artisti mettano in quello che fanno. Dalle loro parole trasuda, quella passione, traspaiono tutti i sacrifici che hanno fatto per arrivare dove sono arrivati  e ti permettono di crederci. Laura ha raccontato i suoi esordi nel cinema, dicevamo.

Lei che è cresciuta come ballerina e che pensava che fosse quella la sua strada, si è ritrovata a recitare a teatro con Carmelo Bene a vent’anni e a 24 nel suo primo film, con Giuseppe Bertolucci, fratello di Bernardo, in “Oggetti smarriti“. L’anno dopo sarà al fianco di Ugo Tognazzi in “La tragedia di un uomo ridicolo“, proprio per la regia di Bernardo Bertolucci. Dopo queste prime esperienze lascia intendere di avere cambiato idea, che nonostante quel mondo gli sembrasse molto meno faticoso e impegnativo di quello della danza, dove devi romperti piedi e caviglie, sentiva che era quella la sua strada, il suo futuro….E che per trasformarlo in realtà di sacrifici e fatiche ha dovuto sopportarne eccome.

Da lì infatti sarà una carriera incredibile, fatta di grandissimi film e soprattutto di un meraviglioso sodalizio, quello con Nanni Moretti, iniziato proprio nell’81 (“Sogni d’oro“) e protrattosi fino al 2001, anno in cui uscì uno dei più bei film italiani di sempre, “La stanza del figlio“, per il quale vinse il David di Donatello come miglior attrice protagonista. Nel 2005 arriva anche Il nastro d’argento, per “L’amore è eterno finchè dura“, dove recitava al fianco di un altro grande del nostro cinema, Carlo Verdone.

Basterebbe questa breve e nemmeno troppo esaustiva digressione a fotografare la carriera di un’attrice meravigliosa, che ha portato il suo talento anche all’estero, in Francia soprattutto, da gente che il cinema lo vive in maniera anche piuttosto “snob” e che è sempre restia ad “assoldare” attori stranieri. E’ stato un incontro molto bello ed emozionante, moderato come al solito dal direttore artistico Daniele Costantini, al quale i ragazzi hanno partecipato con grande attenzione e interessamento.

Una masterclass elegante e raffinata come la splendida artista che l’ha condotta, che ringraziamo ancora una volta per la disponibilità e la passione dimostrata con i nostri studenti e che speriamo, magari, di riavere presto ospite nel Teatro 16 di Cinecittà.

Qui sotto potete vedere un estratto video della lezione, buona visione:

Simone Bravi