La rinascita internazionale di Cinecittà

La rinascita internazionale di Cinecittà

di Simone Bravi – Responsabile editoriale 35mm.it

Piano piano stanno tornando…Chi? GLI AMERICANI!

Negli anni ’40 e ’50 era quasi la normalità vedere le grandi produzioni internazionali approdare negli studi di Cinecittà per girare film come Ben-Hur, poi vincitore di 11 premi Oscar (record ancora imbattuto insieme a Titanic e Il signore degli anelli: Il ritorno del re) e trampolino di lancio per un giovane regista, in quell’occasione responsabile della seconda unità nella celebre sequenza della corsa con le bighe, che avrebbe fatto parlare di sè in tutto il mondo, di lì a qualche anno…Magari lo conoscete, si chiamava Sergio Leone. Ci si apprestava ad assistere ad un fiorente periodo di cinema, italiano soprattutto, che coincideva con quel famoso boom economico che oggi sembra lontano secoli.

fellini

A Cinecittà c’erano Fellini, Alberto Sordi, Totò, Steno, Ettore Scola e la lista sarebbe infinita. Nomi che oggi mettono i brividi, soprattutto se pensiamo che probabilmente a quei livelli, il nostro cinema, difficilmente potrà tornare. I nostri film erano apprezzati in tutto il mondo e in tutto il mondo si volevano girare i film in Italia, a Cinecittà, il tempio del cinema mondiale. Poi, dopo centinaia di film, vagonate di Oscar e anni gloriosi questi teatri si sono svuotati. Difficilmente le grandi produzioni tornarono a girare in questi studi, salvo personaggi con possibilità economiche praticamente inarrivabili (Lo Scorsese di Gangs of New York, per dirne uno). La crisi, i costi che si impennano. Ad un tratto non valeva più la pena di spostarsi con voli intercontinentali solo per poter dire: “Ho girato il mio film a Cinecittà”.

Da qualche tempo però qualcosa ci riporta agli anni d’oro del grande cinema. Lentamente le importanti produzioni a stelle e strisce stanno tornando a calcare il “suolo sacro”. L’anno scorso il colossal Everest, con Jake Gyllenhal, quest’anno il remake di quel Ben-Hur di cui si parlava in apertura e poi arriva anche Ben Stiller con Zoolander 2. D’un tratto il motore riparte, si battono ciak di una certa importanza e tutto torna a girare. Un segnale importante, soprattutto per ragazzi che studiano cinema, come gli allievi della Roma Film Academy che sperano, un giorno, che i loro sacrifici vengano ricompensati con esperienze su set di primo livello come questi.

stiller

E la cosa bella è che succede: attualmente diversi studenti ed ex studenti dell’Accademia stanno lavorando come assistenti o comparse a contatto con gente come Morgan Freeman, che dorme con due Oscar sul comodino, per dire. Più film signfica più lavoro, significa non solo ridare lustro a degli studi, quelli di Cinecittà, che sono stati il fiore all’occhiello dell’Italia per cinquant’anni, ma anche dare un futuro ad una generazione di aspiranti “cinematografari”, come si chiamavano una volta, che vivono per questo. Vivono per poter vedere il loro nome, anche per pochi secondi, nei titoli di coda, per poter dire “Guarda, c’ero anche io!“.

L’obiettivo di una scuola come la Roma Film Academy dovrebbe essere questo. E’ questo: fare in modo che i ragazzi ci siano, sul set. Perchè alla fine questo mondo si vive un ciak alla volta…

E vorresti che lo “stop” non arrivasse mai.

Simone Bravi